Cacio con le pere

Pecorino primo sale,pera,miele di acacia, pepe di Sichuan e noci .

 6,50

Aggiungi alla lista dei desideriRemove from Wishlist
Aggiungi alla lista dei desideri

Ti potrebbe interessare...

Descrizione

Al contadino non far sapere quanto è buono il formaggio con le pere!Formaggio e frutta. Abbinamento ormai consueto, specie nelle ricette dove la creatività deve spingere lo chef alla ricerca di sensazioni e gusti capaci di discostarsi dal canonico salato e dolce.

Vaschetta da 150 gr ca.

Allergeni: latte e derivati, frutta a guscio e derivati.

Vini consigliati: bianchi di buon corpo e fruttati (Chardonnay, Ribolla Gialla, Grillo) oppure vini muffati o sautern.

Curiosità: un detto che è stato tramandato da secoli e che nel linguaggio comune può indicare un suggerimento ad evitare di tenere nascosto a qualcuno un fatto che in realtà è evidente a tutti.
Ma da cosa deriva? Partiamo da un punto: il formaggio nei tempi antichi, e parliamo di Medioevo, non era apprezzato negli ambienti nobili. Si trattava di cibo per poveri, semplice derivato da latticini che poco si confaceva con i palati esigenti dei più altolocati.
Ecco dunque che il formaggio era una tipica pietanza da poveri e solo con il Rinascimento avrebbe ottenuto la sua rivincita anche tra i ricchi.
Successivamente infatti il consumo del formaggio, specie a fine pasto, venne consigliato anche da medici che ne intravedevano la capacità di favorire la digestione. L’origine del detto va collocato probabilmente tra questi due momenti: dopo il Medioevo e il totale diniego del formaggio e prima della sua completa riabilitazione. Un periodo in cui iniziava ad essere mangiato anche negli ambienti elitari e in cui si aveva la convinzione che gli apparati digerenti di ricchi e poveri fossero differenti.
C’era infatti la credenza, anzi l’assoluta certezza, che un popolano non potesse nutrirsi con gli elaborati cibi dei nobili in quanto il suo stomaco e intestino non avrebbero riconosciuto il cibo, portandolo ad ammalarsi così come un ricco non poteva certo addentare le pietanze dei meno abbienti. Con l’introduzione del formaggio nelle tavole dei ricchi, ecco dunque che era necessario unirlo a qualche ingrediente elitario, come la frutta ad esempio, simbolo di dolcezza ed eleganza. In questo modo i nobili potevano così mangiare il derivato latticino, ma guai a dirlo ai poveri, ai contadini, in quanto l’assunzione di un tale abbinamento, per i loro stomaci assolutamente impreparati, sarebbe stato letale.
Ecco dunque la nascita del detto di non far sapere al contadino quanto è buono il formaggio con le pere!
Storia che si mischia con la leggenda e i racconti popolari, anche perché nel Duecento e dunque in pieno Medioevo, in Francia esisteva già un proverbio che recitava: “Dio non ha mai fatto un matrimonio così riuscito come quello tra la pera e il formaggio”.
Dunque già allora, almeno in Francia, si consumava questo abbinamento, che ha comunque origine sicuramente nobile e che solo successivamente ha raggiunto le tavole di tutti noi.

Recensioni

Ancora non ci sono recensioni.

Recensisci per primo “Cacio con le pere”

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

I dati che raccogliamo (cookie) ci permettono di capire come utilizzi il nostro sito, quali informazioni ti potrebbero interessare e cosa possiamo migliorare per rendere più coinvolgente la tua esperienza di navigazione.

Possiamo raccogliere e utilizzare i dati per offrirti un'esperienza personalizzata?

Privacy Settings saved!
Impostazioni

Quando visiti un sito web, esso può archiviare o recuperare informazioni sul tuo browser, principalmente sotto forma di cookies. Controlla qui i tuoi servizi di cookie personali.

Questi cookie ci permettono di contare le visite e le sorgenti di traffico per poter migliorare le prestazioni del nostro sito web.

Monitoriamo in forma anonimizzata gli accessi a questo sito.
  • _gat_gtag_UA-49127342-42
  • _ga
  • _gid

Rifiuta tutti i Servizi
Accetta tutti i Servizi

DPCM 24 ottobre 2020

Nuovo orario e servizio di asporto per pranzo e cena

Le attività dei servizi di ristorazione sono consentite dalle ore 5 fino alle 18; il consumo al tavolo è consentito per un massimo di quattro persone per tavolo, salvo che siano tutti conviventi.

Pertanto, a partire dal 26 ottobre, La Solita Zuppa vi aspetta a pranzo tutti i giorni tranne il martedì (turno di riposo settimanale).

Vista la situazione, La Solita Zuppa ha attivato il servizio di asporto sia per il pranzo che per la cena: è possibile effettuare l’ordine su questo sito e ritirare la merce presso l’Osteria entro le ore 21:30 tutti i giorni tranne il martedì (turno di riposo settimanale).